lunedì, settembre 29, 2008

Rapimento all inclusive‏

Da qualche tempo abiamo iniziato a parlare di attualità, giusto per dire anche noi la "nostra." Senza pretese di alcun tipo. Oggi il focus dell'argomento è l'incognita che accompagna i nostri connazionali (e non solo) in Egitto. Caos e notizie confuse sulla sorte dei turisti stranieri tra Egitto, Libia, Sudan e Ciad. Il Cairo punta il dito contro i ribelli del Darfour. Ma... dove sono?
Di giorno si superano i 40°, di notte si sfiora lo zero. Il clima da quelle parti è davvero poco ospitale, i 5 turisti italiano hanno capito subito che questa seconda parte della loro vacanza non sarebbe stata particolarmente agevole. I sequestratori hanno preso il posto degli animatori, kalashnikov al posto dei free-drink, una vacanza da sogno che diventa un sequestro da incubo.
"7 giorni all inclusive" recitava il volantino del tour operator, ma la permanenza supplementare è un dazio alla quale avrebbero rinunciato volentieri.
Prima in Egitto, poi in Libia, tappa in Sudan, ora forse in Ciad. Si sà le escursioni nel deserto sono sempre un pò stancanti e da 10 giorni i torinesi vorrebbero fa ritorno in hotel.
La posta in gioco è alta, 6 milioni o 19 vite. "Li salveremo" promettono le autorità. "Abbiamo la situazione sotto controllo" rassicura la farnesina."Se non pagate li ammazziamo" minacciano i rapitori. Tante le opinioni, poche le certezze, una sola speranza.

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